ASSEGNO UNICO: 250 Euro per ogni figlio fino ai 21 anni di età. Anche per le Partite IVA!

ASSEGNO UNICO: 250 Euro per ogni figlio fino ai 21 anni di età. Anche per le Partite IVA!

 

 

Grande novità per le famiglie italiane. Difatti l’assegno unico è diventato legge e di conseguenza dal 1° luglio tutte le famiglie che hanno un figlio a carico, a partire dai 7 mesi di gravidanza fino ai 21 anni di età, hanno il diritto di ricevere un assegno fino a 250 euro, valore variabile a seconda del reddito familiare. Sono previste delle maggiorazioni fino al 30-50 % per i figli disabili. 

L’ASSEGNO UNICO

L’assegno sarà mensile e la cifra, che ha un massimale di 250 € per ogni figlio a carico, varierà in base all’età del soggetto a carico e al reddito del nucleo familiare. La cifra percepita sarà più elevata se il figlio a carico è disabile e in questa circostanza potrà essere erogato anche dopo i 21 anni di età; se la madre ha meno di 21 anni o se ci sono altri due figli a carico.

REQUISITI

L’età dei figli per ottenere l’assegno va dai 7 mesi di gravidanza fino ai 21 anni. Dai 18 anni fino ai 21 l’importo erogato sarà minore e solo qualora il figlio studi all’università, faccia servizio civile, abbia un lavoro con basso reddito oppure sia disoccupato.

Importante sottolineare che verrà riconosciuto non solo ai lavoratori dipendenti ma anche ai lavoratori autonomi o con Partita IVA. L’assegno spetterà anche ai genitori single con figli a carico ed infine per i soggetti cittadini UE o EXTRA UE che abbiano permesso di soggiorno, versino l’IRPEF in Italia, abbiano vissuto in Italia per almeno due anni ed abbiano un lavoro a tempo indeterminato o determinato con natura biennale.

EROGAZIONE

L’erogazione dell’assegno avverrà in denaro o in credito d’imposta, ad entrambi i genitori. In caso di separazione o divorzio l’assegno verrà erogato al genitore affidatario. Nel caso in cui il figlio sia maggiorenne c’è la possibilità di erogarlo direttamente al soggetto.

Infine è di fondamentale importanza specificare che l’assegno è cumulabile con il reddito di cittadinanza, con la pensione di cittadinanza e con aiuti di enti locali.

 

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