IL NUOVO REDDITOMETRO: si ritorna al “passato”. Nuove regole per i controlli fiscali ma è già polemica!

IL NUOVO REDDITOMETRO: si ritorna al “passato”. Nuove regole per i controlli fiscali ma è già polemica!

di Antonio Procida

 

Il Redditometro è tornato in versione 4.0 con nuove regole che permettono un controllo da parte dell’amministrazione finanziaria più accurato su consumi, investimenti, risparmi e spese per trasferimenti. Per le categorie di spesa dove non sarà possibile determinare l’importo effettivamente sostenuto, come alimentari, bevande, abbigliamento, calzature e trasporti, si farà riferimento ai dati Istat. Questi controlli si svolgeranno seguendo le nuove norme sul contraddittorio preventivo, che prevedono un doppio livello di interazione con l’Agenzia delle Entrate.
Queste sono alcune delle novità introdotte dal Decreto del Ministero dell’Economia del 7 maggio 2024 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale al n. 116 del 20 maggio 2024, che ha ridefinito il Redditometro. Questo Decreto si basa su un’innovazione significativa: l’Agenzia delle Entrate avrà accesso a una vasta quantità di informazioni provenienti dalla fatturazione elettronica, dati che non erano disponibili nelle versioni precedenti dello strumento.

Cos’è il Redditometro – Il Redditometro è uno strumento di accertamento sintetico del reddito, che consente all’amministrazione finanziaria di determinare indirettamente il reddito complessivo di un contribuente, basandosi sulla sua capacità di spesa. L’accertamento si attiva quando le spese dichiarate risultano eccessive rispetto al reddito dichiarato. Il calcolo del reddito in base alla spesa per beni e servizi viene effettuato attraverso coefficienti stabiliti dal direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Le Novità del Redditometro 2024 – Il nuovo Redditometro, descritto nel Decreto attuativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, introduce misure per la determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche. Il Decreto specifica dettagliatamente gli elementi indicativi della capacità contributiva, come spese sostenute e risparmi, che possono servire come base per la determinazione sintetica del reddito. Inoltre, identifica 11 diverse tipologie di nuclei familiari suddivisi in 5 aree territoriali.

Per i controlli, l’Agenzia delle Entrate utilizzerà quattro macrocategorie: consumi, investimenti, risparmio e spese per trasferimenti. Quando non sarà possibile determinare la spesa effettiva, si utilizzeranno i dati dell’indagine annuale sulle spese delle famiglie riportata nel Programma Statistico Nazionale. Se le spese sostenute risultano maggiori del reddito dichiarato, l’Agenzia potrà avviare un controllo induttivo, considerando anche elementi ulteriori rispetto a quelli previsti dal Decreto.

Entrata in Vigore – Il nuovo Redditometro 2024, secondo l’articolo 5 del Decreto, si applica agli anni d’imposta successivi al 2016. Tuttavia, tenendo conto dei termini di prescrizione per le annualità 2016 e 2017, l’applicazione concreta inizierà dal 2018, salvo casi particolari come l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi.

Polemiche e “sospensione” Decreto – Il nuovo Decreto sul Redditometro ha sollevato molte polemiche sin dalle prime ore della sua entrata in vigore. La premier Giorgia Meloni, con un video sui social, ha annunciato addirittura la decisione di sospenderne l’efficacia. Questa sospensione mira a riscrivere il provvedimento, garantendo maggiori tutele per i contribuenti e focalizzandosi sulla lotta alle grandi evasioni fiscali. Nei prossimi mesi, ci aspettiamo ulteriori sviluppi riguardo a questa metodologia di accertamento, che storicamente ha presentato il problema di lasciare troppo potere discrezionale all’amministrazione finanziaria nel contestare le discrepanze tra il tenore di vita e il reddito dichiarato.

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