Decreto Primo Maggio, FedAPI difende l’emendamento sulla contrattazione: «Restiamo in campo»
Il presidente nazionale di FedAPI Pietro Vivone interviene in difesa dell’emendamento al Decreto Primo Maggio sulla contrattazione collettiva e respinge le accuse delle maggiori sigle sindacali, secondo cui la norma legittimerebbe i cosiddetti «contratti pirata».
Vivone ricorre a una metafora calcistica: c’è chi si è preso campo, pallone e porte, e quando qualcun altro entra in partita grida al fallo. Una dinamica che per anni ha tenuto fuori dai tavoli nuovi interlocutori e milioni di piccole imprese e lavoratori.
Secondo FedAPI, salari fermi e contrattazione ingessata non sono una fatalità ma il risultato di un sistema chiuso, in cui la rappresentanza è diventata una rendita di posizione. La legittimità di un contratto, sottolinea Vivone, si misura sulla qualità delle tutele e sulla rappresentatività reale di chi lo firma, «non nella maglia che indossi».
Definire finalmente il trattamento economico complessivo, prosegue, non è un favore a nessuno: significa smettere di cambiare le regole a partita in corso.
La Federazione conferma il proprio impegno di rappresentanza per le micro e piccole imprese: «Restiamo in campo. E alziamo il volume».
Fonte: SalernoToday