Mood Index 2026, Vivone: «Quel 102 è la media del pollo di Trilussa»

Mood Index 2026, Vivone: «Quel 102 è la media del pollo di Trilussa»

Il CRIBIS Italian Mood Index 2026 scende da 108 a 102. La lettura ufficiale parla di un sistema produttivo solido, entrato in una fase più selettiva. FedAPI propone una lettura meno rassicurante.

Secondo il presidente nazionale Pietro Vivone, lo stesso rapporto riconosce che la tenuta finanziaria è concentrata nelle imprese medio-grandi. Alla base della piramide, dove si trovano novantacinque imprese su cento, non c’è alcun cuscinetto: fidi rinegoziati al rialzo, margini ridotti all’osso e fatture incassate a centoventi giorni.

Un campione che non somiglia alle piccole imprese. I 220mila bilanci analizzati sono una base seria, ma la parte qualitativa dell’indagine poggia su sole 110 imprese. FedAPI chiede a CRIBIS e Nomisma una lettura disaggregata per classe dimensionale.

Filiere più corte, ma senza liquidità. Un’impresa su quattro ha cercato fornitori più vicini: una buona notizia per la subfornitura italiana, che rischia però di diventare un’occasione mancata. Entrare in filiera costa, e senza un intervento serio sui tempi di pagamento il reshoring premierà solo chi era già grande.

Competenze introvabili. Sette imprese su dieci non trovano i profili che cercano, anche nei ruoli intermedi. Per Vivone il problema sta in una formazione decisa a tavoli chiusi, dove il criterio della maggiore rappresentatività comparata decide chi entra e chi resta fuori.

Le richieste di FedAPI: pubblicare ogni rilevazione sul sentiment delle imprese con il dettaglio per classe dimensionale e aprire i tavoli su formazione, bilateralità e politiche industriali a tutte le organizzazioni realmente rappresentative. «Se nessuno parla per te, parla tu. Noi alziamo il volume».

Fonte: SalernoToday

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